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Come selezionare un ERP open source

Il mercato è sempre più competitivo per cui ottimizzare ogni singola attività, migliorare le relazioni tra le unità organizzative e aumentare la soddisfazione del cliente stanno diventando, sempre più, fattori chiave.

Moltissime piccole e medie imprese italiane stanno valutando l’adozione di un software ERP per aiutare le persone a lavorare con metodo, far condividere velocemente le informazioni, avere segnalazioni sulle azioni da fare e monitorare costantemente l’efficienza interna.

La soluzione di un ERP open source si affaccia sul mercato affiancandosi a quella di software con licenza d’uso.

L’opportunità che portano i sistemi open source alle aziende è di poter investire tutto il budget in servizi realmente utili.

L’investimento nel caso dell’ERP open source riguarda infatti solo l’installazione, la configurazione, le eventuali personalizzazioni e la formazione.

Ma dopo aver deciso di prediligere questa soluzione non è facile valutarli perché stanno diventando numerosi e hanno cicli di vita del prodotto e modelli di business molto diversi tra loro.

Abbiamo quindi identificato 5 punti importanti per aiutarvi ad orientarvi

1. Le caratteristiche del processo di sviluppo

Le comunità opensource di successo rispettano processi rigorosi per la codifica, l’identificazione e la correzione dei difetti, la validazione e il rilascio di patch.

Ogni comunità opensource gestisce questi aspetti in modo differente, è perciò importante informarsi bene sulle modalità di lavoro utilizzate, visitando il sito della community, il suo forum, ecc.

2. La qualità e l’assistenza

La qualità del codice deriva dal processo: progettazione, verifica, collaudo, test. Nel momento in cui sorge un problema e si segnala un baco come risponde l’editore? Esiste un’assistenza annuale?

Un pacchetto di assistenza valido copre le soluzioni ai bug del prodotto, ma dovrebbe anche comprendere consigli sull’utilizzo e indicazioni per soluzioni temporanee che consentano di non rimanere bloccati. E’ generalmente gestito da partner certificati della zona.

3. Il passaggio di release

Come per tutti i software open il numero di rilasci è superiore a quello dei software closed (l’evoluzione di linux è stata la prima a dimostrarlo), nel caso degli ERP ogni anno circa esce la nuova versione.

Per questo bisogna informarsi su due cose: se installando la nuova versione vengono conservate le personalizzazioni effettuate e se l’assistenza sulla versione vecchia viene comunque garantita almeno per un certo periodo di tempo.

4. I moduli

Al crescere della dimensione della community crescono gli sviluppatori e quindi i moduli. E’ importante capire come la community gestisce la condivisione dei moduli dell’ERP open source, se l’editore si occupa della loro certificazione oppure se è compito dei partner. Se sia obbligatorio o meno condividere moduli realizzati per la propria azienda o no.

5. I partner

Essendo open, il software si può scaricare e installare oppure l’azienda che desidera utilizzarlo può rivolgersi ad un partner, cioè ad una software house specializzata che, conoscendo bene il prodotto, può occuparsi dell’installazione, della configurazione e di eseguire le personalizzazioni necessarie.

Gli editori più importanti selezionano i partner e richiedono loro corsi di formazione costanti. Vi sono vari tipi di certificazione in base alle caratteristiche del partner, come per i closed software, che ne garantiscono l’affidabilità. Inoltre i partner preparati hanno il grande plus di poter offrire dei corsi agli utilizzatori per insegnarne l’uso.

Ecco una schermata di google trend che mostra l’evoluzione di alcune tra le principali community di ERP open source mettendo a confronto OpenERP, Openbravo e Compiere negli ultimi anni.

Se siete interessati potete conoscere le risposte su questi 5 punti per il software openERP

 

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